Testimonianze di scrittura: V. S. Naipaul

Le testimonianze di scrittura del premio Nobel per la letteratura 2001 V. S. Naipaul sono concentrate in un libricino, “Leggere e scrivere” edizioni Adelphi, di grande profondità, semplicità e chiarezza. Sono testimonianze che possono emozionare perchè rivelano il percorso autentico e sincero che ha legato Naipaul alla scrittura; è un crescendo di esperienze e di tappe, ciascuna collegata alla precedente e ciascuna con un suo perchè.

Il libro può essere sintetizzato in quattro importanti parole – entusiasmo, attesa, scoperta e sorpresa – parole preziose e inevitabili. Già l’inizio è sorprendente. V. S. Naipul, premio Nobel per la letteratura nel 2001, racconta di quando prese la decisione di diventare, in futuro, uno scrittore. Aveva 11 anni.

Quando mi venne il desiderio di essere uno scrittore avevo undici anni, non di più, e ben presto si trasformò in un’ambizione con radici profonde dentro di me […]

Ed ecco apparire, poco dopo, la prima parola importante: entusiasmo. Il desiderio di essere uno scrittore nacque in lui ascoltando le pagine di letteratura che il padre gli leggeva ad alta voce. Erano soltanto poche righe per ogni libro, ma erano lette e spiegate con entusiasmo. A suo padre non importava la trama dei romanzi. A lui interessavano “le qualità specifiche e la tempra dello scrittore”, la forza e lo stile. Nei paragrafi dedicati a suo padre, emerge con vigore una grande verità: l’amore per i libri e, di conseguenza, per la lettura e la scrittura viene trasmesso in modo naturale da chi i libri li ama e trova in essi un qualcosa di cui gioire.

La seconda parola importante che appare in “Leggere e scrivere” di V. S. Naipaul è: attesa. Pur avendo in sè la volontà di essere scrittore, egli ha elaborato per anni e anni il modo in cui iniziare una sua narrazione, oltre alla strategia utile a creare il romanzo giusto per lui, quello che sapeva di dover scrivere ma che, nella sua mente, appariva ancora confuso. Per anni Naipaul ha meditato sul rapporto fra realtà e invenzione, non essendone mai soddisfatto, e per anni ha cercato di individuare il materiale di cui avrebbe scritto, che ancora gli appariva nebuloso, ancora sommerso. L’incontro con i suoi primi racconti fu generato quindi da una lunga attesa.

Poi un giorno, quando ormai ero sprofondato nella depressione, cominciai a capire quale poteva essere il mio materiale: la strada cittadina con la sua comunità mista dalla quale noi ci eravamo tenuti in disparte […]

Può risultare illuminante, per chi desidera scrivere, il metodo con cui Naipul scrisse della “strada”, ovvero nel modo più semplice e semplificato possile, come egli stesso racconta.

Non spiegai nulla. Volai basso, per così dire. Descrissi le persone solo per come apparivano per strada. Scrissi un racconto al giorno. I primi erano molto brevi. Temevo che il materiale non sarebbe stato sufficiente, ma poi la scrittura operò la sua magia […]

Da quel momento V. S. Naipaul iniziò un percorso di meraviglia, sorpresa e scoperte successive, fondamentali. Ad ogni nuovo libro, ebbe una comprensione diversa della scrittura: elementi tanto essenziali quanto impensabili. La realtà è che la scrittura si scopre scrivendo.

In “Leggere e scrivere” Naipaul narra tutti i passi della sua vita di scrittore, che di certo non vogliamo svelare ma che vi invitiamo a trovare voi stessi fra le pagine del libro. Si tratta di un testo che non può mancare nella libreria di chi vuole imparare dai grandi. Egli ha scritto di qualcosa di cui nessuno aveva mai scritto, e questo è stato il suo destino.

Il libro si conclude con il discorso che Naipaul ha tenuto in occasione del Premio Nobel nel 2001: un discorso di umiltà e innocenza, straordinario. Leggendolo si entra ancora di più nella magia della scrittura e, soprattutto, si viene presi da quell’entusiasmo, di cui sopra, imprescindibile in chi ha provato, almeno per qualche attimo, l’essenza pura del piacere di scrivere. Le sue testimonianze di scrittura sono un dono di cui essere grati.