Società Mutuo Soccorso Superba Genova

Società Mutuo Soccorso Superba Genova. Sono tornato a frequentarla oggi grazie a Scrittura Zen Genova, accolto con disponibilità e cortesia in un luogo appartato che sembra quasi immaginario. All’epoca, invece, ero piccolo. Erano gli anni ’60.

Scrivere questo articolo mi fa tornare indietro nel tempo con la voracità di ricordi che sempre mi appaga e mi affascina.

In me c’è l’immagine di un bambino di cinque/sei anni per mano al nonno. Entrano in quel portone in piazza Sarzano, salgono quella ripida e lunga scalinata – a me sembrava così – sotto lo sguardo di antiche colonne, poi aprono quella porta cigolante e si trovano nella Società Mutuo Soccorso Superba Genova.

Il nonno frequentava la Superba da prima della guerra e, a quel tempo, aveva l’incarico di cassiere.

Entrando, le prime cose che ogni giorno catturavano il mio sguardo curioso di bambino erano le statuette di Mazzini e Garibaldi, ancora presenti oggi, e il tabellone con i nomi dei soci e dei dirigenti (ora diremmo l’organigramma). Era un cartellone molto lungo, i nomi erano tanti.

Dopo una porta a vetri, naturalmente cigolante, sulla sinistra si trovava la sala biliardo.

Il biliardo in noce mi sembrava enorme, come tutto in quel luogo, ed è stato lì che mio nonno mi ha insegnato i primi rudimenti del gioco. Mi piaceva molto quel biliardo, odorava di antico, di fine ‘800.

Tornando indietro, a destra dell’entrata, si trovava il cuore della Superba: la grande sala dove si giocava a carte e dove c’era il bancone del bar. Era un bancone lunghissimo – almeno per me – dove si trovava un grande vaso di ciliegie sotto spirito, bramate e mai assaggiate.

Il barista era il mitico Athos. Non so se fosse il suo vero nome, ma di sicuro lui era un personaggio dumassiano, barbiere di mattina e barista al pomeriggio; un personaggio più che una persona. Mi ricordo ancora le urla dei giocatori di carte e, da qui, la convinzione che lo scopone fosse un gioco violento.

Un altro ricordo che ho di quella sala è il fumo delle sigarette e dei sigari che aleggiava su tutta la stanza, una nebbia tipo Val Padana, ma a quei tempi funzionava così.

Dopo la sala si trovava un’altra sala e da lì, attraverso una porta finestra, si entrava nel giardino. Era un enorme giardino con un grande pergolato e un rampicante che copriva tutto; in estate era una delizia stare lì sotto al fresco e, naturalmente, era sempre affollato di persone che giocavano a carte.

Da un lato c’era anche un palco. Nei miei ricordi so che in estate e anche in primavera inoltrata si facevano le serate danzanti, accompagnati da orchestrine per lo più di ballo liscio, ma il giardino era frequentato sovente anche da squadre di trallalero.

Si svolgevano poi commedie con attori dilettanti o con i soci di buona volontà. Scrosciavano risate.

Ma non è tutto. Il nonno mi raccontava che a Carnevale si facevano feste in maschera – prometteva sempre di portarmi – e anche altre feste durante l’anno. Ogni occasione era motivo di festeggiamenti.

In fondo al giardino c’erano i campi da bocce, come deve essere in una Società di Mutuo Soccorso dove ogni socio può trovare il suo svago preferito.

La Superba era una realtà importante del quartiere di Sarzano e Ravecca e i soci erano centinaia e centinaia.

Ora la Società Superba Genova non è più nella sua sede storica, ma la zona è la stessa, poco più sopra. Ora è addossata alle mura del Barbarossa, in locali più moderni. Ci sono due saloni per il gioco e c’è un grande terrazzo in cui, oltre alle mangiate insieme, si svolgeranno a breve alcune manifestazioni culturali aperte a tutti: presentazioni letterarie e incontri sull’antica Genova.

La collaborazione con i nuovi soci di Scrittura Zen apre allettanti prospettive a questa storica realtà genovese che svolge le sue attività ormai da centotrentasette anni e che è intenzionata a continuare a vivere. In essa scorre l’anima di un intero quartiere dal 1885, l’anno della sua fondazione.

È il momento di andare avanti, consolidando la sua superba storia, la memoria e l’idea fondamentale di svago insieme. La Superba è una delle più antiche Società di Mutuo Soccorso del Genovesato.

Harold Bruzzone – Scrittura Zen Genova