Scrivere è per tutti

Scrivere è per tutti è l’articolo di Paola Farah Giorgi uscito sul numero di gennaio 2022 del giornale “Il Corniglianese”. La rubrica in cui è inserito è Io scrivo, tu scrivi, egli noi voi essi… inaugurata a novembre 2021 con l’articolo che potete leggere qui.

Buona lettura!

Scrivere è per tutti di Paola Farah Giorgi

Scrivere è per tutti e può essere un grande piacere. Questa affermazione è di Natalie Goldberg (autrice di “Scrivere Zen”, 1986) e può lasciare interdetti, se non dubbiosi, coloro che associano la scrittura alla pubblicazione di libri e al conseguente proliferare di testi realizzati da pseudo autori dall’altissima autostima. È un dato di fatto, purtroppo, che il mercato editoriale sia soffocato da opere di basso livello e che la Letteratura con la L maiuscola sia un’altra cosa.

L’opinione corrente di critici e lettori è pertanto concorde nel credere l’opposto di ciò che Natalie sostiene. Ovvero che scrivere non è per tutti e non può e non deve esserlo.

Detto questo, sappiate che la mitica Goldberg non parla di una scrittura necessariamente legata alla produzione di libri: si può scrivere anche senza diventare scrittori. Suona strano? A molti sì. Sembra un’eresia.

La maggioranza delle persone che si approccia a un corso di scrittura creativa lo fa per ostentare in futuro l’abito del successo. E si sente devastata alla sacrosante parole che “Scrivere Zen” mette in primo piano: “Perché scrivere? Non per creare opere immortali, né per diventare autori ricchi e famosi. Neanche, del resto, per esprimere se stessi né, tantomeno, per trovare se stessi o per trasmettere la propria visione del mondo ai posteri.”

Sono parole che demoliscono l’aspirante autore di best sellers che, in ogni caso, non si arrende. Si impegnerà a trovare la scuola di scrittura o il manuale giusto per dare alimento al suo ego e alla sua illusione.

Tornando alla domanda fondamentale – perché scrivere? – la risposta di Natalie è nuovamente spiazzante. “Il fine della scrittura è la scrittura stessa. Ma il fatto che non vi debba essere alcun fine esterno non vuol dire che non esistano leggi, norme, percorsi, tecniche per mettere in atto lo scrivere. O che non siano necessari maestri”.

Certo, esiste la scrittura emozionale, privata, istintiva, quella che all’apparenza ti aiuta nelle difficoltà della vita. Nel concreto, invece, ti intrappola in esse sempre di più, come una perfida e vischiosa ragnatela, una via senza uscita. Ma questo è un mio punto di vista ed esula dall’articolo.

Scrivere zen, senza ambizioni e aspettative, nel suo semplice percorso fatto di immediatezza e di “qui e ora” è una rigorosa pratica quotidiana che si svolge secondo precise regole.

Come effetto collaterale, libera la mente e placa pensieri ruminanti ed emozioni che disturbano la serenità del vivere. È il rilassamento propedeutico alla creatività, quasi un miracolo.

A questo punto, discorrere di scrittura zen non può che portarci a una grandissimo autore della Letteratura internazionale. Molti anni prima di Natalie scrisse un saggio di indubbia importanza: “Lo Zen nell’arte di scrivere”, 1973. Si tratta di un testo fondamentale sulla creatività nell’ambito della scrittura.

Lui è Ray Bradbury, conosciuto per le sue Cronache Marziane e per Fahrenheit 451.

Per dare il via al processo creativo, ricorda Bradbury, è necessario evitare i due atteggiamenti che sono distruttivi per la creatività stessa. “Scrivere per essere ricompensati con il denaro del mercato commerciale e scrivere per essere ricompensati dalla fama offerta da qualche gruppo snob semi-letterario”. Il parallelo con Natalie è più che evidente.

E, poche righe dopo la premessa, Bradbury prosegue con forza. Ecco le sue parole: “Ora, mi piacerebbe credere che tutti coloro che leggono questo saggio non siano interessati a queste due forme di menzogna. Ognuno di voi, incuriosito dalla creatività, desidera entrare in contatto con quella cosa dentro di sé che è veramente originale, unica”.

Lo zen incontra e alimenta il processo creativo e spalanca le porte al mondo affascinante della pura invenzione; entrare in contatto con “quella cosa dentro di sé” può lasciare sbalorditi e procurare un immenso appagamento interiore. Provare per credere. Scrivere è per tutti e può essere un grande piacere.

Leggete Natalie Goldberg, leggete Ray Bradbury e, perché no, leggete anche Dorothea Brande e l’epistolario Simenon-Fellini. Parlano tutti la stessa lingua. E lasciatevi conquistare dallo zen e dalla creatività, che è un binomio fantastico!

Paola Farah GiorgiScrittura Zen Genova

Paola Farah Giorgi, fondatrice dell’associazione Scrittura Zen Genova, ha scritto i romanzi: Guimauve, L’Angelo di Cyprès Méchant, Le avventure di Villa Bietola, Liliana Castagnola, Provenza in doppio e altri.