Il Natale nei libri: 2. O.Henry

Il Natale nei libri, la rassegna di Zen Writing Blog sui grandi autori che hanno inventato storie di Natale, prosegue con O. Henry, pseudonimo di William Sidney Porter (1862-1910), statunitense e autore di più di quattrocento racconti dalla trama o dal finale a sorpresa, un appassionato di coincidenze intrecciate.

Il famosissimo “Il dono dei magi” è solo uno dei suoi racconti a sfondo natalizio, ed è presente in numerose antologie di autori vari. Fra queste “I racconti di Natale” con introduzione di Nico Orengo (Einaudi) e “Il quarto re magio” (Marcos y Marcos).

Un altro suo racconto natalizio è presente nella raccolta “La cena di Natale” (Elliot Edizioni), mentre nel libro “Una storia di Natale non finita” (Mattioli) ne troviamo ben sei nati dalla sua penna ironica e fantasiosa. Incontreremo qui, ad esempio, il racconto del barbone che cerca disperatamente di farsi arrestare per passare l’inverno al caldo, oltre al già citato “Il dono dei magi” che vede protagonisti due giovani sposi innamoratissimi e squattrinati.

Vi invitiamo a cercarli tutti, anche quelli non più pubblicati dai lontani anni ’30, però disponibili nelle biblioteche. E di sicuro vi invitiamo a leggere anche i racconti di O. Henry non a tema natalizio. Ognuno di essi nasconde sorprese e vi condurrà ad appassionarvi a questo autore. Di una sua raccolta edita nel 1931 da Treves parleremo prossimamente in un altro articolo.

“Il dono dei magi” è un affresco delicato e gentile sulla povertà e sull’amore, è un gioco di coincidenze intrecciate, è un ambiente emotivo in cui O. Henry accompagna il lettore portandolo per mano sulla scena del racconto e rivolgendosi a lui direttamente. “Guardiamoci un pò intorno” dice nelle prime righe, e ne vale la pena per avere la visione d’insieme della casa in cui vivono i due giovani sposi innamorati.

C’è una buca delle lettere in cui nessuna lettera viene mai deposta; c’è un pulsante da cui nessun dito mortale può ottenere alcun suono. E c’è quel dollaro e ottantasette centesimi fatti di monetine che il lettore sente tintinnare disperatamente ma che non servono a nulla. Sono dettagli perfetti e indispensabili della narrazione.

Un dollaro e ottantasette centesimi. Tutto lì. Per di più sessanta centesimi erano in monetine. Monetine risparmiate una o due alla volta opprimendo droghiere, fruttivendolo e macellaio fino a sentirsi bruciare le guance per la muta accusa di avarizia che negoziazioni così accanite implicavano. Della contò i soldi tre volte. Un dollaro e ottantasette centesimi. E il giorno dopo era Natale.

Un Natale senza regali è triste, specialmente quando non si può regalare nulla alla persona che si ama. Ed è così che la nostra Della cercherà una soluzione, l’unica possibile; allo stesso modo, anche suo marito Jim cercherà una soluzione allo stesso problema. Impensabile non fare un regalo a Della il giorno di Natale. Impensabile non fare un regalo a Jim.

Anche se il racconto è molto famoso, preferiamo non svelare troppo. Qualcuno di voi, forse, ancora non lo conosce o ne ha sentito parlare solo vagamente.

Vi suggeriamo quindi di abbandonarvi allo stile di O. Henry, meticoloso e semplice, e vi suggeriamo di visualizzare ogni scena, ogni passo, ogni movimento dei protagonisti, ascoltando soprattutto il loro cuore. Accompagnate Della, accompagnate Jim. Ne hanno bisogno, è Natale! Affiancate la loro ansia, perchè è grande, immensa, e loro continuano a riviverla ogni attimo e per sempre, perchè le pagine di un racconto non mutano e qualsiasi personaggio persevera a vivere, soffrire e amare.

Le due ore successive volarono. Dimenticate la metafora trita e ritrita. Della mise sottosopra i negozi alla ricerca del regalo per Jim. Alla fine lo trovò. Senza dubbio era stato creato apposta per lui, e per nessun’altro. In nessun’altro negozio avevano qualcosa di simile, e li aveva rivoltati tutti da cima a fondo.

Da questo racconto di O. Henry è nato anche un bellissimo albo illustrato edito da Orecchio Acerbo, con illustrazioni di Ofra Amit.

La nostra piccola rassegna sul Natale nei libri proseguirà con altri autori. Se non l’avete ancora letto, il precedente articolo è stato su Dino Buzzati. A poco a poco, vi accompagneremo al grande giorno: quello dell’uscita del secondo libro firmato Floro D’Avenza, “Al diavolo le parole di Natale”, un libro per ridere un pò, una trasgressione gentile, come lo ha definito Gerolamo Oss nella prefazione che vi offriamo in anteprima.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Scrittura Zen Genova

La foto di O. Henry utilizzata nel presente articolo è del Bettmann Archive e tratta dal sito ThoughtCo.