Il Natale nei libri: 1. Dino Buzzati

Il Natale nei libri ci affascina più del Natale stesso perchè la scrittura d’autore elude sempre le coordinate tipiche della tradizione e dello stereotipo. Inutile dire che, quando si tratta di autentica letteratura, ciò che si può trovare fra le pagine è sempre un’incognita.

Iniziamo questa piccola rassegna natalizia con “Racconto di Natale” di Dino Buzzati, uno dei racconti presenti nella meravigliosa raccolta “La boutique del mistero”. La rassegna vi accompagnerà sino all’uscita a ottobre 2021 del nuovo libro di Floro D’Avenza: “Al diavolo le parole di Natale”.

Ma torniamo al racconto natalizio di Dino Buzzati.

Il suo stile è fatto di surreale, di ironia, di fantastico lieve e di realismo magico. Chi ama questo stile può innamorarsi dei racconti di Buzzati dalla prima pagina all’ultima. Pur essendo un grandissimo autore del novecento italiano, purtroppo molti giovani non conoscono l’intera sua produzione perchè a scuola è spesso consigliato solo per il suo più famoso romanzo “Il deserto dei Tartari” e non per i numerosi racconti.

Surreale, ironia, fantastico lieve e realismo magico sono i quattro elementi presenti anche nel “Racconto di Natale”, in cui Dio è una eterea vaporizzazione che si espande o rimpicciolisce a seconda del suo “contenitore”. L’immensa cattedrale ne contiene tanto, la minuscola casupola ne contiene poco. Ma questo Dio nato dalla creatività di Buzzati è/fa molto di più: lascia un luogo e si sposta altrove, al chiuso o all’aperto. Lo vedi, lo senti, perchè possiede anche una sua temperatura, riscalda, ed è come un gas fluttuante che si espande, muove, emigra, si appoggia o riprende il volo.

La fantasia di Buzzati stupisce. Dio è un elemento chimico, seppure saggio e intelligente, con uno sguardo acuto sull’animo umano. Leggendo il racconto scoprirete il perchè.

[…] Nella sera di Natale Dio dilaga nel tempio, per l’arcivescovo, le navate ne rigurgitano letteralmente, al punto che le porte stentano a chiudersi; e pur mancando di stufe, fa così caldo che le vecchie bisce bianche si risvegliano nei sepolcri degli storici abati […]

Di questo Dio se ne può richiedere anche solo un pezzettino, ed è allora che il lettore d’istinto è indotto a visualizzarlo, forse, come un immenso batuffolo di cotone o come una boccata di zucchero filato.

“Che quantità di Dio!” esclamò sorridendo costui guardandosi intorno (si tratta di un poveretto entrato nel tempio). “Che bellezza! Lo si sente perfino di fuori. Monsignore, non me ne potrebbe dare un pochino?”

“E’ di sua eccellenza l’arcivescovo” rispose il prete. “Serve a lui fra un paio d’ore”

Non possiamo svelarvi di più perchè si tratta di un racconto breve. L’invito è a leggerlo.

In attesa della seconda puntata della rassegna “Il Natale nei libri”, vi proponiamo ora in anteprima assoluta la prefazione scritta dal grandissimo Girolamo Oss al nuovo libro di Floro D’Avenza “Al diavolo le parole di Natale”, in uscita a ottobre 2021. Da non perdere.

Scrittura Zen Genova

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