La creazione artistica in Simenon e Fellini: carteggio

La creazione artistica è il tema fondamentale che emerge dal carteggio 1960-1989 fra Georges Simenon e Federico Fellini, ovvero fra l’uomo delle parole e l’uomo delle immagini. Entrambi sono e sanno di essere Creatori. Si tratta di un termine che oltrepassa ed estende ciò che normalmente è insito nell’essere scrittore o regista.

Il creatore appartiene a una diversa visione dell’arte, non soltanto legata all’abilità di costruzione, ma soprattutto legata alla dimensione fantastica della realtà, alla sua magia. In altre parole, legata a ciò che non tutti riescono a vedere e cogliere: è un qualcosa di più sottile.

L’amicizia e l’affinità elettiva fra di loro nasce da questo presupposto ed è magistralmente espressa nel carteggio pubblicato da Adelphi nel libro “Carissimo Simenon, mon cher Fellini”. Sono pagine che ci portano a gustare l’unicità di questi due grandi artisti e che rivelano scorci d’emozione inaspettati.

Intervistato dalla rivista L’express nel 1969, Fellini svela alcune caratterististiche e peculiarità della creazione artistica, citando come esempio l’amico Simenon.

L’express: Lei non fa che parlare di creazione, di creatori. In che cosa consiste per lei la creazione artistica?

Fellini: Simenon ne è l’esempio più luminoso, è un medium abitato da visioni. Un creatore è sempre un medium che capta la dimensione fantastica e la rende concreta […] Ebbene, per me è la stessa cosa. Prima di iniziare un film, non ne so quasi niente. Cerco di creare una certa atmosfera. Per aiutarmi a rendere concreto ciò che immagino, mi servo soprattutto dei volti. Guardo negli occhi la gente, attori e no, e i loro volti mi dicono “guardaci bene, ciascuno di noi è un pezzetto del tuo film” […] L’artista è colui che stabilisce un rapporto personale con questo magma fantastico e che, partendo da un minuscolo foro, scava, scava, fino al punto in cui la sua immaginazione diventa concreta.

Creatore come medium, dimensione fantastica, rendere concreta la dimensione fantastica, l’artista come collegamento col magma fantastico. Leggere e ripetere queste parole non può che generare una sorta di evidente felicità nelle persone che possiedono una sensibilità artistica. L’opera d’arte affiora dalla creazione: è un processo alchemico della realtà, un processo che ha un qualcosa di magico.

Citazione da pag. 41 – lettera di Simenon a Fellini del 9 novembre 1976.

Siamo come spugne, assorbiamo la vita senza saperlo e la restituiamo poi trasformata, ignari del processo alchemico che si è svolto in noi […] So per esperienza che questo modo di creare comporta angosce e momenti di sconforto, ma anche, alla fine, un profondo senso di soddisfazione e appagamento.

L’intenso ed emozionante carteggio percorre tappe, entusiasmi e tormenti dello spirito creatore e dei significati inconsapevoli che a volte emergono dalle opere, ovvero quei significati di cui l’artista stesso non si rende conto. Egli crea con l’inconscio, non con la mente. Ed è allora che la creazione diventa un viaggio, una scoperta, e Fellini stesso è il primo a stupirsi dell’universo a cui da vita: l’universo felliniano. Per Simenon è lo stesso.

Film o romanzi che siano, per entrambi costituiscono il non-previsto che si genera dall’atto stesso della creazione. Di questo concetto ne abbiamo già parlato nell’articolo su Pontiggia.

Citazione da pag. 129 – Simenon intervista Fellini in occasione dell’uscita del film “Casanova”.

Fellini: Per me, le prime due settimane delle riprese sono un viaggio pieno di contraddizioni […] In seguito, ho l’impressione di non essere più io a dirigere il film, è il film che dirige me […]

Ancora una volta, parole che illuminano la sensibilità di chi si cimenta a creare qualcosa, seppure di piccolo, tralasciando però la modalità della mera intelligenza o abilità. Stiamo parlando di colui che attinge al magma fantastico e all’inconscio, e di colui che cattura storie che già vivono di vita propria. Il creatore afferra una codina e tira, tira, tira (come dice Fellini) … sino a scoprire l’elefante.

“Carissimo Simenon, mon cher Fellini” è un carteggio così intimo e concreto che va letto con la predisposizione d’animo a lasciarsi stupire. Il libro contiene pagine di bellezza, pagine su cui riflettere e parole dalle quali rinascere un pò. Concetti importanti, che si rischia di dimenticare, vanno ricatturati spesso. Noi di Scrittura Zen Genova ci proviamo. Vogliamo intensamente imparare solo dai grandi.

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