Compito in classe di matematica, di Irene Ferrari

Compito in classe di matematica? In un blog di racconti e scrittura? Chissà perchè! La risposta è semplice. A noi di Scrittura Zen Genova piace la fantalogica e, per allenarci, abbiamo provato a seguire alcuni suggerimenti di Stefano Bordiglioni. Il problema di geometria che segue è presente nel suo libro “Giochi di Scrittura”, Einaudi Ragazzi, e la nostra giovanissima scrittrice zen Irene Ferrari ha deciso di risolverlo.

Compito in classe di matematica, di Irene Ferrari

Testo:

Un contadino deve recintare con una rete il suo orto, che ha la forma di un trapezio scaleno. La base maggiore è lunga 63,5 Km mentre la base minore misura 3 cm. Uno dei lati obliqui è i 23/12 dell’altro, mentre l’altro è davvero molto obliquo.

Richieste:

1) Quanti rotoli di rete comprerà il contadino tenendo conto che non ha soldi?

2) Cosa ha spinto il contadino ad acquistare un orto dalla forma così strana?

3) Cosa coltiva in un campo così sbilenco?

Risposte:

1) Considerando ciò che dice il testo, posso immaginare che ne comprerà abbastanza (forse) per recintare solo metà della forma originale. Questo perché: tenendo conto che è disoccupato (esclusa l’attività da contadino) dovrà chiedere pietà a sua moglie contabile che inizierà a tirare giù una serie di calcoli lamentandosi nel frattempo che suo marito è un buono a nulla, che non vuole decidersi a trovare lavoro. Inutile dire che la moglie, presa dalla foga del riprovero, non riuscirà a fare un calcolo esatto dei rotoli né, tantomeno, provvederà a sganciare soldi.

2) Supponendo che in qualche modo il contadino sia sopravvissuto alla predica della moglie (vorrei aggiungere lunga 1,7 Km) e che si sia fatto prestare i soldi da un amico per costruire il recinto, posso rispondere alla seconda domanda con un numero: tre. Tre perché, essendo il numero preferito da Pitagora e risalendo all’albero genealogico del contadino, si può facilmente spiegare quanto costui avesse una mente da fare arrossire tutte le insegnanti di algebra e fisica di tutte le scuole possibili e immaginarie (arrossire di invidia, specifichiamo). Con una mente evoluta come la sua, si può supporre che stesse cercando di dare la forma di due numeri sette incrociati al suo orto, fallendo miseramente perché troppo basso.

3) In un campo dal perimetro di 63,5 Km X 3 cm, recintato soltanto per metà e dalla forma di due sette incrociati mal riusciti … si può supporre che il povero contadino volesse coltivarci piante di mais per sfamare le sue galline di rara razza babilonese (RRB) e di piantare al posto della rete mancante degli arbusti di liquirizia perché, si sa, la liquirizia piace a tutti.

Irene FerrariScrittura Zen Genova

Alcuni racconti di Irene Ferrari sono presenti nel libro Parole in equi-librismo di Floro D’Avenza.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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